Pistoia

Pistoia.

La capitale italiana della Cultura per il 2017.

Finalmente sono riuscito a completare quasi totalmente questa ideale raccolta punti intitolata “Visitare la Toscana”.  Molto tempo fa ho preso coscienza del fatto (increscioso) che, pur avendo viaggiato in lungo e in largo per l’Europa, la Toscana rimaneva de facto  una realtà stupidamente tralasciata. Forse per il semplice fatto di averla così “a disposizione” mi ha permesso di trascurarla.  Questo mi ha anche permesso di ragionare in maniera identica anche sulla gestione dei rapporti umani e delle relazioni (che siano a distanza o km zero). Dopo aver fatto ammenda dei miei peccati e aver pagato il fio, ho deciso di dare alla Toscana tutto il centro della scena; iniziando da Pistoia.

Pistoia è abbastanza fuori dal classico tour turistico che affoga Firenze, Pisa e Siena. E per fortuna, aggiungerei. Il suo essere defilata e poco battuta dalla masnada di turisti mordi e fuggi, la rende, ai miei occhi, molto più interessante.
Pistoia, infatti, brulica di viuzze e larghi spiazzi, di chiese tutte collegate dai marmi di un leggerissimo color verde; è una città viva nei suoi tanti locali del centro ed è ancora più viva nei suoi immensi vivai che la abbracciano.

Dalla Cattedrale di San Zeno col suo bellissimo Battistero – posti vicino al Palazzo dei Vescovi – nel pieno centro della città, fino alle tante chiese che corrono tutte intorno al centro storico (chi dentro chi fuori le varie cinte murarie), come San Giovanni Fuoricivitas o l’imperdibile Sant’Andrea dove è conservato quel gioiello che è il Pulpito di Sant’Andrea (i.e. il capolavoro di Giovanni Pisano), Pistoia deve entrare di diritto nel vostro personalissimo tour toscano.

Anche io, come ha scritto il buon Gabriele D’Annunzio, posso dire “[…] t’amo, città di crucci, aspra Pistoia“. Naturalmente nella sua grandezza, il Vate è riuscito a condensare l’anima di Pistoia in mezzo verso, mentre io sto qua a versare parole su parole.
Però Gabrielone ha ragione: Pistoia è come una persona col gomito appoggiato al tavolo e la mano sotto al mento intenta a pensare intensamente ad un suo cruccio. Scoprire quale sia questo cruccio al quale sta pensando è ciò che la rende piacevole e degna d’essere scoperta.

E poi a Pistoia ho avuto modo di ascoltare David Grossman che è uno dei miei autori viventi preferiti. Ho potuto farlo grazie alla manifestazione annuale “Dialoghi sull’Uomo”: una rassegna antropologica (e non solo) di tutto rispetto.

Concludo quest’isola con la solita carrellata di fotografie, ma anche con due versi scritti da un altro figlio illustre di questa città: Cino da Pistoia (poeta stilnovista, XIV secolo).

Gli occhi vostri gentili e pien d’amore
Ferito m’hanno col dolce guardare,
Sì ch’io sento ogni mio membro accordare
A doler forte perch’io non ho ’l core;
     Chè volentieri ’l farei servidore
Di voi, donna piacente oltre al pensare.
Gli atti e sembianti e la vista che appare
E ciò ch’io veggio in voi mi par bellore.
     Come potea di umana natura
Nascere al mondo figura sì bella
Com’ sete voi? Maravigliar mi fate!
E dico nel mirar vostra beltate
— Questa non è terrena creatura:
Dio la mandò dal ciel; tanto è novella! —

 

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Cattedrale di San Zeno

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Il Campanile.

 

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Battistero

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Il nartece della Cattedrale di San Zeno 

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Sant’Andrea e il Pulpito di Giovanni Pisano 

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San Giovanni Fuoricivitas

La musica per Pistoia?

La note e il testo di: Ossigeno – Afterhours

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